C.I.R.T. - A.I.R.A.
       Centro Indipendente Ricerca Teatrale - Asociazione Indipendente Ricerca Artistica
 
   

C.I.R.T.
Centro Indipendente Ricerca Teatrale
Direttore Artistico: Mario Ruggeri
Questo testo è una descrizione del percorso svolto dal Dicembre 2000 ad oggi (Dicembre 2007) da
C.I.R.T. Centro Indipendente Ricerca Teatrale.
Nell’intento di scrivere un documento di facile lettura abbiamo scelto descrizioni brevi, sommarie.
Le pagine che seguono sono la mappa di un territorio vissuto di esperienze durate nove anni.

Chi Siamo
Il Centro Indipendente ricerca teatrale è stato fondato da Mario Ruggeri nel dicembre 2000 allo scopo di studiare e approfondire la pratica del teatro attraverso la ricerca.
Nei primi anni il lavoro del gruppo è stato accompagnato e sorretto da artisti che hanno lavorato con
Jerzy Grotowski e da esperti in ambito di arte performativa.

Ang Gey Pin ha fin dall’inizio e rigorosamente indirizzato tutto il nostro lavoro. Nhandan Chirco ha tenuto diverse sessioni di training fisico con noi sia come gruppo, sia a livello seminariale. Riccardo Brunetti si è occupato con noi di lavorare su canti polifonici e monofonici di varie etnie.Queste persone, lavorando con noi, ci hanno aiutato ad avvicinarci ad un modo vivo e vibrante di praticare l‘arte teatrale.

Lo sviluppo della nostra ricerca teatrale non è sempre stato legato, per noi, alla pratica del teatro in senso stretto, ma anche alla maturazione di ogni singolo individuo e del gruppo attraverso le esperienze. Il nostro lavoro non si è sviluppato solo attraverso prove, performance, dimostrazioni di lavoro, ma anche attraverso progetti speciali, creati in determinate condizioni e per determinati scopi. A volte progetti al limite tra l‘arte del teatro e l‘arte della vita.

La nostra ricerca è dedicata a tutti coloro conoscono la differenza tra un fare che è vivo e un fare che non lo è, e che lo mettono in pratica. A coloro che con i loro sforzi attraverso L‘arte teatrale continuamente ridefiniscono il territorio limite tra ciò che è teatro e ciò che è spettacolo. Costoro, quando siamo all’erta, ci fanno sentire, figli di qualcuno.

 

Si possono distinguere tre fasi di lavoro:

2001-2002: Preparazione
2003-2006: Lavoro di ricerca
2007-2009: Gli spettacoli

Dal 2000 al 2006, per sei anni il lavoro del gruppo era paragonabile a quello che nelle scienze viene chiamata la ricerca di base, un lavoro al chiuso, cercando qualcosa che di solito non si trova, o se si trova, spesso si trova qualcos’altro.
Poi a partire dal 2006 e fino al 2009 sono stati fatti diversi tentativi creativi per formare spettacoli e non più studi o strutture performative. Sempre facendo riferimento alle scienze, il paragone è con la ricerca applicata.

Perché
Ho riflettuto per creare un nome, poi con qualche compagno, sotto questo nome ho cominciato un viaggio. C.I.R.T. In questa dicitura stava scritto il mio desiderio per un teatro vivo, vivente, un teatro per l’umano, che cerca la vita.

CHI SIAMO 2011

…Ero spaventato all’idea di mettermi di nuovo seduto ad un tavolino come avevo fatto in passato, insieme ad altri colleghi a cercare di leggere una parte, il ruolo del personaggio, cercando determinate intonazioni vocali, per poi, una volta fissate le intonazioni, “andare in piedi con la memoria fatta” e fare dei movimenti con-testuali.. a un'altra persona, il personaggio, questa era l’esperienza che avevo avuto in precedenza… cosa significava quella finzione fatta di luci, trucco e trucchi, alterazione della voce, apprendimento mnemonico, uscite di scena ed entrate in scena, era quello o poteva solo essere quello il teatro? Era possibile fare teatro senza far finta di essere un'altra persona? Eppure i testi parlavano di personaggi, offrivano personaggi.. ma si poteva fare a meno dei testi? Della letteratura? E cosa diventava? Che teatro era?Attore, azioni.. ma se non venivano fatte da un personaggio scritto dunque il personaggio era immaginato, creato dall’attore.. ma da cosa lo creava e perché e come, che cosa avrebbe fatto davanti agli altri senza dire…come si chiamava questo teatro, era già esistito o esisteva? Nei teatri o fuori?..
.. Se non avessi detto un testo che era stato scritto da altri, cosa avrei detto? Parole mie? E da dove mi venivano fuori? Dovevo scriverle e memorizzarle prima?.. non potevo improvvisare.. Avrei potuto fare.. senza “fare”? Avrei dovuto servire il testo semplicemente come un servitore, come un tramite? Senza mettermi davanti? Era questo “Rappresentare”? E’ così che avrei potuto rappresentare qualcosa che aveva il carattere di avvenire in quel momento e lì? E quasi da sé? Occorreva essere persone particolari per fare questo? Particolari come? Ci si poteva preparare? La magia di cui avevano parlato i maestri era qualcosa di simile a quel servire il testo?...  l’amore per l’arte.. un professionista poteva ancora amare?... o amando l’arte sarebbe diventato o restato un amatore?.. un amatore aveva futuro nel teatro? Come potevo vivere di un mestiere vivo e vibrante senza che fosse fagocitato prima di tutto dalla mia stessa sete di morte.. sete di morte? … addirittura ...

Queste e altre domande mi occupavano la mente e non le potevo condividere con i miei colleghi troppo occupati da certi problemi di fama, di fame e in certi casi da qualche confortante deformazione professionale dalla quale del resto neppure io ero immune… e mi sembrava di non avere le mani pulite.. era colpa del teatro? Dei parenti? Della luna? C’era una colpa? Non sarebbe bastato lavarsi le mani?...

 

2001-2002:
Anni preparatori.

Dopo diversi mesi di prove a porte chiuse, Nei mesi di luglio e ottobre è stata presentata a Milano e Singapore la struttura performativa “Frammenti Alchemici - Tra Oriente e Occidente”. Questa struttura performativa è stata il risultato di una ricerca su ciò che lega la dimensione onirica del sogno e quella della rappresentazione ed era ispirata al film “Sogni” del maestro Akira Kurosawa. Il secondo anno abbiamo creato uno spettacolo teatrale basato sulla storia russa di Vassilissa che è stato presentato a Milano, in provincia e a Moncalieri festival (TO).

2002 – 2005:
L’epopea di Gilgamesh: Il primo progetto

2002: The First And The Last One
Inizia a Milano un progetto di studio sull’epopea di Gilgamesh. Il
progetto è a tempo indeterminato, inizierà a Singapore, con il titolo “The First And The Last
One” - A Theatrical Study On Gilgamesh – con il supporto di TheatreWorks e successivamente di
PPAS ( Practice Performance Art School ) e sotto la direzione di Ang Gey Pin.

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2003: Canto Primo
Secondo anno di studio sul mito di Gilgamesh
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Il lavoro in sala dà vita a “Canto Primo - The Journey”, presentato in Polonia durante il mese di Luglio. Nei primi sei mesi di lavoro sono stati riconosciuti cinque temi fondanti dell’epopea di Gilgamesh: Il Doppio (l’altro da me o l’altro in me, il mio doppio), La Morte, La Lotta, Il Viaggio, La Preghiera.
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2004: (La Caduta - La Tempesta) - Il Doppio
In quest’anno entrano nel gruppo nuovi membri provenienti da Spagna Francia Grecia e Italia. Il
lavoro su canto primo che ripercorreva la storia di Gilgamesh, per gradi si trasforma attraversando
diverse nuove fasi, fino a diventare un lavoro che conserva poche tracce del mito iniziale.

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Durante il 2004 Il gruppo viaggia attraverso Spagna (Lleida, teatro municipale de “L’excorcador”),
Francia (Nizza, università delle arti), Sicilia (Palermo e Catania, Università di lettere e filosofia ), dove porta il proprio lavoro attraverso performances, dimostrazioni e seminari.

Sempre nel 2004 inizia la collaborazione con Frank Camilleri (Icarus Performance Project - Malta) a Malta, attraverso un seminario-scambio, che darà vita l’anno successivo, all’ideazione di SUPA: Summer University Performing arts ( www.tarf.info ) .

SUPA è stata ideata da: Mario Ruggeri - C.I.R.T., Caroline Gatt - Facoltà di Antropologia di Malta e Dr. Frank Camilleri - Icarus Performance Project.

 

2005:
Con il titolo “Feggaraki”, il progetto sull’epopea di Gilgamesh trova la sua maturità a Malta nell’ambito di SUPA 2005, evento culturale concepito da C.I.R.T. e messo in atto da Icarus Performance Project, gruppo Maltese diretto da Frank Camilleri. SUPA viene realizzato con il supporto dell’Università di Malta, degli enti locali e dagli sponsor. Insieme a Feggaraki, il C.I.R.T. Presenta a Malta e per la prima volta due altri lavori, “Vassilissa” e “Il Minotauro”.

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2006:

Una nuova fase di ricerca

Il team Inizia una nuova fase di ricerca, con nuovi materiali di studio. La prima struttura performativa viene creata nel mese di maggio con il titolo “Mexicana”, legato alla presenza di canti Messicani nel lavoro. I materiali di lavoro vengono formalizzati e presentati a Malta per SUPA 2006, durante il mese di agosto.

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Questo stesso anno mostriamo il lavoro a Jaroslaw Fret, direttore di “The Centre for Study of Jerzy Grotowski's Work and for Cultural and Theatrical Research” insieme a Grzegorz Ziolkovski, a Wroclaw, in Polonia. Questo episodio avvia una breve collaborazione all’interno di “Tracce Italiae”, una rassegna teatrale che si svolgerà nel novembre 2006, dove viene presentato “Mexicana” con il nuovo titolo “Mexicana in Emmaus” legato agli sviluppi del lavoro.

2007:
La nuova fase, nata nel 2006, continua nel “Progetto Radicamento”.
Grazie all’istituto Grotowski di Wroclaw (PL) ci è consentito di mostrare il primo nucleo di lavoro a Brezinka, una sede dell’istituto nei pressi di Wroclaw. La prima presentazione di materiali viene fatta dopo un mese di lavoro ad alcuni responsabili dell’istituto.

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La struttura performativa che viene elaborata, basata sul mito Greco del Labirinto, verrà presentata a Zurigo (CH) nel dicembre 2007

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2007: Zurigo
Progetto composto di seminari, dimostrazione di lavoro e spettacolo basato sul mito Greco del Minotauro “The Labirinth”.

2008:
Presentazione di “The Labirinth”a Verona presso la fondazione AIDA nel Teatro Filippini.
Progetto Fiat Lux. Presentazione al Festival del Ticino di “The Labirinth”.

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2008
Maggio - Giugno: S.T.S. Scuola Teatrale Sperimentale un progetto di Andrea Fici con presentazione in giugno al Teatro Greco.
Agosto: prima fase del progetto P.T. - Avvàkum
Settembre / Dicembre: Seconda fase di P.T. Avvàkum

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Dicembre: Presentazione della seconda fase di P.T.“Avvàkum” in “Il rituale dell’atto creativo” , in collaborazione con “Teatro dell’Aleph” (I).

2009 Giufà

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Il nostro lavoro richiede lunghe e continue prove. La pratica che svolgiamo non è subordinata a
criteri produttivi e le persone che lavorano con noi spesso non sono state attori o attrici. Il gruppo,
nelle sue diverse formazioni, è sempre stato composto da un piccolo numero di persone.

 

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